Saggezza
africana
Ihsani (hisani) haiozi
(proverbio dello Swahili, Africa Orientale)
La gentilezza non si deteriora
Spiegazione: la gentilezza dura nel tempo.
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Enye enyenne eti ibuut.
(Efik,
Nigeria)
Un uomo dalla testa buona
Spiegazione. È un uomo che capisce.
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Mohana
ho jwetswa o tsohela leomeng.
(Sotho:
Lessotho)
Al saggio è sufficiente una parola.
Spiegazione: chi non vuole ascoltare i consigli, spesso
finisce nei guai.
Proverbi
romaneschi
Quanno San Pietro ha messo er cappello (quando la
cupola di San Pietro è avvolta dalle nuvole) lass’er
bastone e pija l’ombrello (lascia il bastone e
piglia l’ombrello).
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Quanno er gatto ruzza, è segno d’acqua (quando il
gatto si lamenta, preannuncia la pioggia).
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A
quattro cose nun portate fede: (non vi fidate di
quattro cose): sole d’inverno, nuvole d’estate,
pianto de donna e carità de frate.
Detti latini
Reddite ergo quae sunt Caesaris, Caesari, et quae sunt
Dei, Deo.
Date
a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di
Dio.
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Verba
movent, exampla trahunt.
Contano più gli esempi che le parole.
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Errores medico rum, terra tegit.
Gli
errori dei medici, la terra li copre.
Battute al volo
- Papà,
perché hai sposato la mamma?
-
Me
lo domando anch’io.
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Insegnante
- Il
leone è il re della giungla: teme soltanto un animale.
Bambini sapete quale?
- La
leonessa.
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Il
marito ideale secondo la moglie?
“Deve essere chic, provocare lo choc, staccare lo
cheque.
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Un
signore viene morsicato da un cane e si reca di corsa
allo studio di un medico.
- Non sa
che lo studio è aperto soltanto dalle 9 alle 12?
-
Io
lo so e anche Lei, ma il cane, no.
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-
Dottore, ho letto un libro di medicina e ho scoperto di
avere 99 malattie!
- Ma
Lei soffre di ipocondria grave!
-
…..100
malattie!
Proverbi
irlandesi
Occorre rompere il guscio prima di poter mangiare la
nocciola.
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Più
vecchio il violino, più dolce il suono.
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Non
confondere la barba di un capra con la coda di uno
stallone.
Battute, gaffe e
malintesi
del mondo medico
di prima linea
Il giornalista Camillo Delellis ha
raccolto, trascritto e catalogato, in più di dieci anni
di appassionato lavoro, uno sterminato repertorio orale
legato al mondo della medicina, dei suoi operatori e dei
pazienti.
Da questa miniera di battute, gaffe e
malintesi ha tratto un divertente volumetto di 110
pagine, pubblicato da Aliberti ditore con il titolo
provocatorio: “Lo stupidario della Croce Rossa del
pronto soccorso e dei reparti vari”.
Qua e là abbiamo pescato qualche nota che
presentiamo qui di seguito.
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Dal referto di un Pronto soccorso:
“Nel cadere urtava violentemente piede e
ginocchio sinstro riportando trauma cranico”.
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Centrale 118 a ambulanza:
“Il paziente è cardiopatico?”
Ambulanza a centrale:
“Negativo, il paziente è operaio”
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Da un referto di incidente stradale:
“Il ferito dichiara di essersi scontrato
con una pompa di benzina proveniente dall’altra
direzione”.
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Paziente:
“Dottore, deve scusarmi se la mia
ignoranza non è pari alla sua.
Storielle mediche
Una bella fanciulla telefona al
ginecologo:
“Ho lasciato lì gli slip?”
“No”.
“Mi scusi, proverò a chiedere al
dentista”.
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Lo psichiatra è un tizio che vi fa un
sacco di domande costose che vostra moglie vi fa gratis.
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Bella signora al medico:
“Dottore, quando fumo una sigaretta mi
viene gran voglia di fare sesso. E’ grave?”
Medico:
“Non si preoccupi, si spogli, si stenda
sul lettino e si fumi una sigaretta”.
La risoterapia
ovvero
“Chi non ride
non vive”
Nel suo “Vocabolario della Risata” (192
pagine, Astegiano Editore), Don Pino Pellegrino, ora
ottantenne (è nato a Centallo, Cuneo, il 2 luglio 1929),
ordinato sacerdote nel 1953, laureato in Filosofia
teoretica, porta la grande esperienza di scrittore – è
autore di una cinquantina di volumi e di centinaia di
opuscoli – per distrarre, divertire e fornire
innumerevoli spunti di riflessione.
Una delle voci più attese di Radio Maria,
scrittore e conferenziere, ma soprattutto pedagogo –
dirige il Laboratorio catechistico’ e il Consultorio
pedagogico di Fossano - raccomanda di “vedere nero
soltanto quando è buio” e “morire giovane il più tardi
possibile”.
Dal suo singolare vocabolario abbiamo
tratto il testo che segue, intitolato, appunto “La
risoterapia”.
La ‘risoterapia’ viene praticata in
Svizzera, negli Stati Uniti, in Francia e in Canada,
dove alcuni ospedali hanno allestito sale nelle quali si
proiettano film comici, spettacoli di pagliacci e si
fanno ascoltare barzellette ai malati. Cosa avviene nel
nostro corpo quando ridiamo? Il diaframma si contrae,
aiutando la respirazione; la ventilazione è massima; il
fegato e gli organi digestivi producono succhi gastrici
e saliva; l’endorfina liberata agisce anche da sedativo
contro il dolore. La risata induce il cervello a
produrre questa sorta di droga, l’endorfina appunto, la
quale si trasmette ai linfociti e alle altre cellule
incaricate di combattere contro virus e batteri,
immunizzando il nostro corpo contro le malattie.
Uno psicologo spagnolo, Josè Elias,
sostiene che la risata è un antibiotico naturale e fa
un’ipotesi curiosa: che, cioè, la maggior durata della
vita delle donne sia legata anche alla loro maggior
capacità di ridere.
Insomma se un volta si diceva “Il riso
abbonda sulla bocca degli stolti”, oggi sarebbe corretto
affermare: “Chi non ride, non vive”.